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Storia della città

Le origini attorno alla Pieve di San Martino e la crescita di Pieve del Sasso fino a oggi.

XII–XIII secolo: il primo nucleo

Il primo nucleo documentato risale indicativamente ai secoli XII–XIII. L’abitato nasce attorno alla Pieve di San Martino, posta lungo una strada secondaria tra la pianura e le prime vallate appenniniche. La presenza della pieve favorisce insediamenti rurali, attività artigianali e mercati, insieme a servizi per viaggiatori e agricoltori e a un piccolo centro amministrativo.

Il nome e l’arenaria

Il termine «Sasso» deriva da un affioramento naturale di arenaria caratteristico della zona. In epoca medievale la formazione rocciosa era molto più evidente di oggi. Le trasformazioni del territorio, le attività umane e lo sviluppo urbano ne hanno progressivamente ridotto la presenza visiva. La pieve e l’arenaria rimangono rappresentate nello stemma comunale.

Il territorio rurale

Per secoli l’economia locale si fonda sull’agricoltura, sui piccoli allevamenti, sui vigneti e sui frutteti. L’utilizzo del bosco, le cave e i materiali locali si affiancano all’artigianato e al commercio lungo i percorsi fra pianura e collina.

La storia di Pieve del Sasso è fatta di trasformazioni graduali. La città non è stata protagonista di grandi eventi della storia nazionale e non ha conosciuto una singola cesura attorno alla quale ricondurre tutto il proprio sviluppo.

Ottocento e primo Novecento: le fornaci

Fra il XIX secolo e i primi decenni del XX assumono maggiore importanza la lavorazione dell’argilla e la produzione di laterizi. Da questa fase deriva il nome del quartiere Le Fornaci. Molte strutture produttive sono state demolite, riconvertite o inglobate nell’espansione urbana; edifici in mattoni, vecchie case operaie, officine, depositi e capannoni riconvertiti ne conservano alcune tracce.

Il quartiere Le Fornaci

Il dopoguerra e la crescita urbana

Fra gli anni Cinquanta e Settanta Pieve conosce una significativa espansione demografica e urbana. Vi contribuiscono nuovi collegamenti stradali, piccole industrie, attività artigianali, l’aumento dei servizi e il pendolarismo verso Bologna e altri centri maggiori.

In questo periodo si sviluppa soprattutto I Tigli, con palazzine e villette, garage, cortili e piccoli giardini. Gli alberi ormai maturi e le famiglie residenti da più generazioni sono parte del carattere del quartiere.

Il quartiere I Tigli

San Michele e la ricerca scientifica

Il Colle San Michele, con i suoi boschi, terreni agricoli, sentieri e piccole proprietà, appartiene alla memoria locale da prima della costruzione dell’Osservatorio. Il nome del colle precede la struttura scientifica.

Nella seconda metà del Novecento vi viene realizzato un complesso inizialmente legato alla radioastronomia. Per alcuni anni la presenza di ricercatori, tecnici e studenti è motivo di orgoglio locale. Il settore radioastronomico storico viene in seguito dismesso per una combinazione di problemi strutturali, necessità di bonifica, difficoltà tecniche e trasformazione delle attività scientifiche. Gli interventi sono ricordati nel linguaggio locale come «la bonifica di San Michele». Oggi l’Osservatorio opera soprattutto nell’astronomia ottica.

La storia e le attività dell’Osservatorio

Gli ultimi decenni

Lo sviluppo più recente segue due direttrici: la Piana Nord, con commercio, artigianato, servizi e imprese, e Belvedere, quartiere residenziale collinare a bassa densità. Pieve del Sasso conta oggi circa 27.000 abitanti e mantiene rapporti quotidiani con Bologna e gli altri centri del territorio.

Pieve del Sasso oggi

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